Dietro le quinte dell’industria della carne di pollo

Ho pensato di toccare anche temi delicati come l’industria della carne di pollo. Argomento delicato perché in Italia è un alimento molto apprezzato dove i consumi aumentano ogni anno.

Effettivamente gli allevamenti hanno lo scopo di darci da mangiare. Ma il vero problema non sta tanto nell’uccisione dell’animale (che dovuto da noi, da altri predatori o alle condizioni naturali succede), ma sta nel fatto di come l’animale vive e viene ucciso.

Quanto lo paghi un pollo arrosto? 

Già lavorato, cucinato e con un ricarico sul prezzo anche da chi ce l’ha venduto? Poco,vero?

La carne di pollo costa davvero poco rispetto ad altri tipi di carni a parità di peso. Questo perché il pollo viene allevato intensivamente. Grandi capannoni con migliaia e migliaia di esemplari dentro. Una densità che varia da 17 a 22 polli/m², vale a dire disporre una superficie di un foglio A4 per 1 pollo.

Le condizioni dell’allevamento del pollo

L’allevamento intensivo è una tipologia di allevamento dove gli animali vengono rinchiusi in capannoni ad elevate densità, ciò facilita la riduzione dei costi e il maggior controllo e gestione dell’animale, ma c’è un prezzo da pagare: l’animale vive male.

Non può esprimere i propri comportamenti naturali: non può razzolare, non gli viene fornito e non ha a disposizione il bagno di sabbia, e sono solo alcune delle tante negatività. La produzione di carne viene spinta al massimo in diversi modi con conseguenze negative sulla salute dell’animale.

Sono diverse le indagini fatte su questo tema dalle diverse associazioni. (Vi riporto il link di Essere Animali che tratta molto bene questi argomenti!)

Ma tutte hanno riscontrato questi principali problemi:

Eccessivo sovraffollamento

Tasso elevato di mortalità

Uso massiccio di antibiotici

Trattati come cose (anche se non in tutti gli allevamenti)

“La carne di pollo costa poco perché il vero prezzo lo pagano gli animali, selezionati geneticamente per ingrassare più in fretta e produrre più carne in capannoni sovraffollati” – Esseri animali

I capannoni

Come anticipato prima, in questi capannoni gli animali devono ridurre al minimo i loro movimenti. Ciò da origini a diverse patologie come piaghe e ferite che vengono contrastate con un largo uso di antibiotici.

In un capannone si arriva a contenere dai 20.000 ai 30.000 polli per ciclo produttivo, che dura 40 giorni.

Il sovraffollamento impedisce ai broiler (=pollo da carne) di compiere i comportamenti normali della loro specie, come razzolare e beccare per terra. I capannoni non possiedono le zone “bagno di sabbia”, importantissima attività per pulirsi, liberarsi e prevenire l’insorgenza di parassiti e malattie come la rogna!

Gli animali vengono tenuti per tutto il periodo della loro vita (40 gg) sulla stessa lettiera. Che non sempre riesce a mantenersi nelle condizioni ideali di umidità. Gli animali respirano l’ammoniaca prodotta dalle loro deiezioni.

Le loro gerarchie sociali sono ribaltate e confuse. Gli animali diventano aggressivi tra di loro. Per evitare che si becchino gli uni con gli altri, causando anche grosse ferite che si possono infettare provocando focolai di malattie, ai pulcini viene tagliato il becco. Questa operazione si chiama debeccamento, e si fa tra i 5 e i 10 giorni di vita del pulcino, quando il becco è ancora morbido e sensibile, dopo il taglio viene cauterizzato senza antidolorifici.

Tasso elevato di mortalità

I pulcini entrano in allevamento a pochi giorni di vita e vi restano fino a quando non raggiungono il peso desiderato per la macellazione. Per indurli a mangiare di più viene fornita luce 20h/24h.

Succede che l’accrescimento spinto al massimo provochi fratture alle zampe perché le ossa non sono ancora formate e pronte per sopportare tutto questo aumento di peso. Così non possono fare altro che stare immobili sui loro escrementi. Ciò aumenta l’insorgere di molte patologie. Diminuendo la salute generale dell’ambiente e la morte degli animali stessi che non riescono nemmeno ad alimentarsi o ad abbeverarsi.

Tanti animali stipati producono tanto calore. Per evitare il surriscaldamento viene utilizzato un sistema di ventilatori che delle volte non basta. Causando la morte da stress da caldo.

Antibiotici

I polli da carne, per legge, possono essere sottoposti ai trattamenti e ai vaccini. Mentre è obbligatorio registrare e comunicare i vaccini usati ai macelli di lavorazione.

Gli antibiotici sono utilizzati preventivamente alle malattie. Il problema qual’è? Che come sappiamo l’uso esagerato crea una resistenza da parte dei batteri e malattie, in più lasciano anche dei residui sulle carni.

Fonti: Essere Animali, CIWF

Ricordo che LE GALLINE è un blog personale! Non sono né un veterinario, né un esperto. Gli argomenti vanno presi con le pinze anche se provo ad essere più veritiera possibile. Gli articoli sono frutto di passione, ricerca ed esperienza!

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